Le opere d’arte della Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa
La Collezione di opere d’arte della Fondazione nasce in seno alla vecchia Cassa di Risparmio di Pisa. Alle prime opere raccolte in modo talora casuale, si aggiungono tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta un cospicuo numero di opere d’arte acquistate come investimento dalla stessa Cassa.
Per orientare le proprie scelte, la banca costituì un comitato scientifico, con l’intento di raccogliere quelle opere che avessero una particolare relazione con la città di Pisa e il territorio in cui operava, allora, la Cassa: dipinti, sculture, grafiche, di autori originari di Pisa o dei suoi dintorni, oppure in queste zone attivi e documentati.
Questa felice intuizione portò a raccogliere un cospicuo numero di opere d’arte, prevalentemente dipinti, di grande interesse storico-artistico, a cui si aggiunsero negli anni successivi anche sporadiche donazioni di alcuni collezionisti e degli stessi artisti del territorio.
Con la sua nascita, la Fondazione ha acquistato per intero la collezione delle opere d’arte della Cassa con l’obiettivo di renderle fruibili al pubblico: le opere più interessanti sono oggi esposte in modo permanente presso la sede della Fondazione sul Lungarno Gambacorti a Pisa, Palazzo Blu, allestito come una dimora storica. Accanto alle opere della collezione proveniente dalla banca, oggi a Palazzo Blu sono esposte le opere della collezione di Ottavio Simoneschi, arredi, dipinti e oggetti archelogici, appartenuti al grande collezionista pisano e acquistate dalla Fondazione nel 2006.
Come istituzione culturale, la Fondazione prosegue nell’intento di arricchire ulteriormente la collezione, indirizzando le proprie scelte secondo gli stessi principi di valorizzazione del territorio che erano stati della Cassa. Le ultime importanti acquisizioni, come la "Clio" di Artemisia Gentileschi o il "San Sebastiano" di Aurelio Lomi, o, ancora l’Arpia del Tribolo, vanno al di là di un principio di mera conservazione e valorizzazione del bene culturale: esse si collocano nell’ottica della promozione stessa dell’immagine di Pisa e del suo territorio, incrementando, nel contempo, una sempre più attenta e completa offerta turistica.
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Benozzo Gozzoli La Vergine, San Giovanni e Angeli ai lati della Croce Nicchia affrescata proveniente dalla Chiesa di San Benedetto a Ripa d’Arno (Pisa)( Ultimo quarto del XV secolo) -
Lodovico del Colombo Vaso in alabastro Manifattura volterrana degli inizi del XX secolo -
Giovan Battista Tempesti Fanciulla con turbante -
Giovan Battista Tempesti Bambina che insegue una farfalla -
Giovan Battista Tempesti Moro -
Giovan Battista Tempesti Pifferaio -
dalla collezione di Ottavio Simoneschi Vetrina con materiale archeologico Oggetti provenienti dal territorio di Chianciano -
dalla collezione di Ottavio Simoneschi Vetrina con materiale archeologico Oggetti provenienti dal territorio di Chianciano -
dalla collezione di Ottavio Simoneschi Vetrina con materiale archeologico Oggetti provenienti dal territorio di Chianciano -
Nino Pisano Cristo in pietà Bassorilievo in legno policromo (XXIV secolo) -
Artemisia Gentileschi Clio. Musa della storia Olio su tela, cm 127,5x97,5 (1632 ca.) -
Niccolò pericoli detto il Tribolo Arpia a cavallo di un rospo pietra arenaria della Gonfolina, h cm 20

